3 cose da controllare prima di scegliere l’agenzia letteraria

L’agente letterario è una figura sempre più importante nel panorama italiano.

In breve, l’agente letterario è l’anello di congiunzione tra l’autore e la casa editrice. Seleziona i romanzi che trova interessanti, fa firmare un contratto di rappresentanza allo scrittore e lo presenta alle case editrici con cui è in contatto: a questo punto inizia un lavoro mirato a convincere l’editore a pubblicare l’autore e possibilmente a farlo con gli accordi migliori per quest’ultimo, in termini di percentuale sulle vendite, acconti e distribuzione.
Cosa ci guadagna l’agente? Tra il 10 e il 20% dei profitti dell’autore.

[Ricordo che c’è differenza tra editor e agente letterario, sull’argomento ho prodotto anche un video].

Agenzie letterarie ce ne sono moltissime, e sempre di nuove ne nascono ogni giorno. Ce ne sono alcune molto famose e influenti che hanno rapporti con le grandi case editrici, alcune che hanno contatti con case editrici medie o piccole e altre ancora, meno corrette, che vivono solo sui guadagni delle tasse di lettura o valutazione e al massimo ti piazzano con micro-editori che potresti facilmente raggiungere da solo (quando non con case editrici a pagamento che ti spennano).

Quindi ecco tre aspetti a cui fare attenzione quando scegli a quale agente affidarti:

1. Sul sito dell’agenzia è presente una lista degli autori rappresentati? Se sì, fai una rapida ricerca su Google e scopri con quali case editrici hanno pubblicato questi autori. Una volta che sei venuto a conoscenza di ciò, decidi se l’investimento in una lettura (qualora fosse richiesto) ti permetterà di arrivare alle case editrici che ti interessa raggiungere per genere, grandezza e qualità.
Se le case editrici con cui pubblicano gli autori rappresentati sai essere a pagamento o non le hai mai sentite nominare o non le hai mai viste in libreria, decidi tu come comportarti, cosciente che quelle sono le prospettive.
Se il sito non presenta una lista di autori, fatti un altro giro su internet. È un’agenzia conosciuta? Esistono tanti risultati che riguardano quell’agenzia e i suoi contatti con grandi case editrici? Se la risposta è no, di nuovo decidi tu se ne vale la pena.

2. Sul sito dell’agenzia si trova in bella vista, in homepage, e magari se ne parla largamente per tutto il sito, la lista di tutti i servizi editoriali che offre (scheda di valutazione, editing, correzione bozze, grafica, ufficio stampa, ecc)? In generale, le agenzie letterarie importanti non vogliono essere subissate di manoscritti da aspiranti scrittori perché il loro primo e più importante lavoro è di prendersi cura degli autori già editi che rappresentano.
Inoltre il primo guadagno dell’agente dev’essere sulle copie vendute dagli autori della sua scuderia: se invece usa l’agenzia come specchietto per le allodole per spingere gli autori che passano di lì a chiedere servizi editoriali slegati dalla rappresentanza, non va bene. NON perché ci sia qualcosa di male a farsi pagare un lavoro che richiede competenze e tempo (e quindi va giustamente retribuito), ma perché lo fa in modo scorretto: promettendoti un contatto che non ha.

3. Il prezzo dei servizi editoriali è spropositato? I motivi possono essere solo due: o l’agenzia è molto conosciuta a livello nazionale e internazionale e quindi la tassa è proporzionata alle collaborazioni che vanta (è l’esempio di Grandi&Associati o The Italian Literary Agency, per esempio) o vive di tasse di lettura, e di nuovo non va bene. 

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