Editing Plus

Al momento ho sospeso la ricezione di nuovi manoscritti per tutti i servizi perché sto già lavorando su più romanzi contemporaneamente e ho alcuni autori prenotati per i prossimi mesi. Per lavorare bene su un testo ci vuole molto tempo e ogni tanto sono obbligata a non prendere altri lavori per potere dare la giusta attenzione a quelli con cui sto collaborando.

Una revisione accurata e articolata del e sul tuo testo. Partendo dai macro-problemi strutturali e narrativi sino alle più piccole sottigliezze stilistiche. Se individuo una debolezza, in qualunque aspetto del tuo manoscritto, te la segnalo e ti aiuto a trovare una soluzione. Puoi scegliere tu quante revisioni vuoi fare o puoi chiedere a me quante te ne consiglio: in ogni caso avrai massima libertà su tempistiche e modalità. Ogni giro di editing comprende un incontro su Zoom per parlare a tu per tu e la consegna del manoscritto con i commenti di revisione.

C’era una volta l’editing classico e i suoi limiti

L’editing ha sempre funzionato così: l’autore manda all’editor il suo manoscritto; l’editor analizza il testo, scrive i consigli su come migliorarlo e correggerlo; l’editor restituisce il manoscritto all’autore, il quale legge i commenti, modifica il testo sulla base dei consigli, lo rimanda all’editor e si va avanti così, in un dialogo su carta, per un numero X di giri di editing. Quindi, nel caso si decida di comprare un servizio di editing da un editor freelance, si è in realtà obbligati sempre a comprare dall’inizio un “pacchetto” di giri di revisione prestabiliti dall’editor.

Anch’io fino a poco tempo fa proponevo lo stesso tipo di servizio, ma in questi anni in cui ho editato centinaia di testi mi sono resa conto che questo tipo di servizio, così organizzato, ha due limiti:

a) Non tutti gli autori iniziano l’editing sapendo di cosa si tratta e cosa dovranno fare durante il lavoro sul testo. Anzi, direi che buona parte degli autori arrivavano al loro primo editing con un’idea ancora vaga o addirittura errata del lavoro; e anche quelli che ne hanno già affrontato uno, quindi sanno cosa aspettarsi, non sanno però che tipo di editor hanno davanti, se si troveranno bene nel lavorarci, se avranno la stessa visione di come deve funzionare un romanzo.

Quindi l’autore, prima di comprare il pacchetto di giri di editing, non sa a che tipo di lavoro andrà incontro, con chi e come, e si chiede: «Come posso fidarmi e pagare per un lavoro lungo mesi senza essere sicuro di sapere se era quello che volevo e quello di cui avevo bisogno?». Una domanda a mio parere legittima.

E non solo c’è un legittimo tentennamento a pagare un servizio che non si sa come si svolgerà, ma a volte – anche senza avere difficoltà o perplessità legate al lavoro di editing – l’autore si ferma al primo giro di revisione perché per mille motivi (personali, familiari, lavorativi) non riesce ad andare avanti o, perlomeno, non può farlo nel breve periodo e il problema a questo punto si pone per un’altra ragione: l’autore ormai ha pagato tutto il servizio, ma non ne usufruisce completamente. In pratica: ha pagato quattro o più giri di editing e magari ne ha fatto uno o due per poi fermarsi.

b) Nella maggior parte dei casi, all’arrivo del manoscritto con i commenti dell’editor su narrazione e/o stile, l’autore sente il bisogno di confrontarsi con l’editor a voce, di dissezionare quanto gli viene proposto, di esporre dubbi e domande. Insomma, di avere un confronto a tu per tu. L’editing però, in linea teorica, non comprende telefonate o call, ma solo un lavoro scritto di commenti sul testo. Se anche l’editor si presta a fare una telefonata per rispondere a qualche dubbio, difficilmente si presterà a quattro-cinque chiamate dallo stesso autore perché questo non è compreso nel suo lavoro. Eppure la maggior parte degli autori avverte la necessità di parlare mentre si esaminano i problemi, lo so perché mi sono trovata davanti a questa situazione moltissime volte.

Partendo da questi due limiti che ho riscontrato fino a oggi nel servizio di editing classico sul testo con centinaia di autori, ho deciso di provare a creare un nuovo servizio di editing, una versione avanzata che possa dare massima libertà di scelta all’autore su modalità e tempistica dell’editing oltre che il confronto a voce di cui sente la necessità. Per questo ho deciso di chiamarlo “Editing plus”.

Come funziona l’editing sul testo?

Inizio con il spiegarti cos’è l’editing sul testo, quello che ho sempre svolto fino a oggi, e che adesso è una parte, sempre fondamentale, del servizio di “Editing plus”.

L’editing classico – quella cosa fatta di commenti sul testo – come funziona nella pratica?”.

L’editing sul testo funziona così: revisioniamo insieme il testo partendo dai macro-problemi narrativi e strutturali; per poi correggere stile e sintassi riga per riga e, infine, dedicarci a ogni singola parola e lettera.

Miglioriamo ciò che c’è, eliminiamo quello che non serve, aggiungiamo ciò che manca. Tutto affinché la tua narrazione venga fuori con chiarezza dirompente.

Prendiamo il manoscritto e lo analizziamo sotto ogni punto di vista, rispettando sempre quello che tu vuoi dire.

“Mi spieghi meglio in cosa consiste?”

Leggo il tuo romanzo e controllo se tutto funziona in ogni suo aspetto.

Attraverso lo strumento “revisione” inserisco dei commenti a lato del testo: all’inizio i commenti riguarderanno soprattutto le scelte narrativo-strutturali; dopo passeremo a controllare stile e sintassi; e, alla fine, ci dedicheremo a grammatica e ortografia. Passeremo dal grande all’infinitamente piccolo – attenzione, quel punto è in corsivo, correggere! Sì, queste cose qui.

Cos’è l’editing narrativo-strutturale?”

L’editing comincia con quello che chiamiamo editing narrativo-strutturale, cioè la revisione che si occupa delle macro-modifiche narrative: è il momento in cui decidiamo come devessere fatto, a livello di trama, personaggi, arco narrativo, capitoli e scene, il tuo romanzo. Se c’è da modificarne lo sviluppo, l’ambientazione, dei personaggi o altro.

Ogni romanzo è un sistema di più elementi narrativi: uno o più protagonisti, uno o più personaggi secondari, una o più ambientazioni, uno o più obiettivi, uno o più conflitti, una curva della tensione, una risoluzione, tanti (o pochi) dialoghi e la struttura del testo, ovvero: la cernita, la scrittura e il montaggio delle scene.

Parlo di “sistema” e non di semplice “somma” perché il sistema è formato da diversi elementi reciprocamente interconnessi e interagenti tra loro, esso reagisce o si evolve come un tutto.

Il tuo testo evolve e interagisce (con il lettore, con il narratore, con l’autore, con gli altri romanzi appartenenti allo stesso genere, con il suo ambiente culturale, con il determinato momento storico in cui viene prodotto) come un tutto e, ogni volta che modifichi anche leggermente un aspetto del romanzo, tutto il sistema deve cambiare, adattarsi, rivedere i suoi confini e la sostanza di cui è fatto.

A questo serve l’editing narrativo-strutturale: ci occuperemo di tutti i problemi che riguardano gli elementi narrativi, tenendo conto che non sono slegati fra loro, ma si muovono all’interno di un sistema fortemente interconnesso.

È in questo tipo di editing che si avanzano proposte di modifica quali:

“Il capitolo 3 è vuoto poiché non accade nulla né che porti avanti la trama né che dia nuove informazioni al lettore, consiglio di eliminarlo”

“Il momento in cui Giorgia sta per uccidere Laura è il punto di massima tensione del tuo romanzo, ma in questa prima bozza avviene troppo presto nell’economia del testo, va spostato più avanti, per esempio a pagina…”

“Il capitolo 12 è troppo denso di eventi e informazioni: va suddiviso in due capitoli più brevi perché il lettore possa assorbire tutti i contenuti con calma ed essere agevolato nella comprensione della trama”

“Il tuo protagonista ha una menomazione, va benissimo, ma questo aspetto del personaggio non può NON incidere sulla trama, non creare impedimenti o andare a concorrere nella costruzione della sua personalità e dei suoi stati d’animo all’interno della storia, è il caso quindi di rivedere il testo in questo senso, per esempio potresti…”

“Il personaggio secondario di Ludovico al momento supera, per interesse e forza del conflitto che lo riguarda, il protagonista della storia”

“Il personaggio secondario di Giulio al momento ha un buon inizio di arco narrativo, ma sparisce intorno a pagina 120 e l’autore si dimentica di portare a compimento la sua storyline”

“Il colpo di scena a pagina 230 è stato anticipato dalla scena del capitolo 5, per evitare che il colpo di scena sia depotenziato da quella anticipazione, consiglio di eliminare la scena del capitolo 5 o modificarla in modo da renderla meno comprensibile, per esempio potresti…

“Hai diviso la storia in ‘blocchi’ temporali troppo netti, questo fa sì che – alla fine di ogni blocco – il lettore non abbia più la curiosità di proseguire nella lettura; consiglio di mescolare analessi, prolessi e storia del presente per permettere un più alto livello di coinvolgimento emotivo e suspense, ti consiglio di modificare il montaggio delle scene in questo modo…”

Insomma l’editing narrativo-strutturale è il momento in cui decidiamo come dev’essere fatto, a livello di trama, personaggi, arco narrativo, capitoli e scene, il tuo romanzo. Se c’è da modificarne lo sviluppo, l’ambientazione, i dialoghi, gli inserti, alcuni personaggi o altro. Non sempre serve, ma spesso, in maniera più o meno lieve, sì.

L’editing narrativo-strutturale si presenta come commenti sul testo, a volte accompagno il manoscritto vero e proprio a un documento a parte in cui indico, in maniera discorsiva ma precisa, i vari problemi e come affrontarli. Poiché i testi sono tutti diversi oltre che unici e il lavoro, per essere efficace, deve essere personalizzato allo specifico manoscritto, scelgo il metodo migliore a seconda di quello che ritengo, per esperienza e competenza, più indicato.

“Cos’è invece l’editing stilistico?”

L’editing stilistico, com’è evidente, riguarda la revisione dello stile.

Non è facile definire in poche parole cosa sia lo stile, potremmo riassumerlo come le parole che scegli per scrivere la tua storia e il modo in cui le incastri. Perché c’è un cosa (l’oggetto del tuo testo) e un come (il modo in cui l’oggetto viene narrato). Lo stile è il “come” della narrazione.

Lo stile è, per sua natura, personale e caratteristico dell’autore. Il compito dell’editor è quello di aiutare lo scrittore a tirare fuori la giusta selezione e combinazione di parole per esprimere al meglio quello che vuole dire. Per farlo io mi concentro principalmente su tre aspetti: la selezione dei vocaboli, la posizione delle parole allinterno della frase (e delle frasi allinterno del periodo) e luso della punteggiatura.

Infatti, ciò che lo scrittore ha l’obbligo di fare e su cui l’editor deve vigilare con attenzione – e, ogni tanto, suggerire esempi e soluzioni – è:

  • Selezione dei vocaboli: qual è la parola più adatta al concetto che voglio esprimere? Tra due sinonimi, quale ha la sfumatura di significato che voglio? E quale rispecchia meglio l’atmosfera che voglio creare? Quale si adatta al ritmo del periodo (Marco è una persona dotata di… “tatto”, una parola breve e dura con tutte quelle t? O “sensibilità”, lunga e morbida, con la presenza numerosa delle i che rendono il suono dolce e la a finale aperta?). La precisione nella scrittura è tutto. Per questo, nella faccenda della selezione dei vocaboli, rientra anche il lunghissimo capitolo delle ripetizioni: ripetizioni di parole, ripetizioni di concetti, ripetizioni di suoni, ripetizioni di ripetizioni. Le ripetizioni in un testo denotano sciatteria, banalità, poca fantasia; noi le troveremo e le uccideremo una a una.
  • La posizione delle parole nella frase: inizio la frase dal soggetto, dal verbo o dal complemento? L’avverbio lo inserisco prima o dopo il verbo? Scrivo prima l’aggettivo qualitativo o quello quantitativo; ma poi, è necessario l’aggettivo quantitativo? Su quale parola di una frase si concentra di più l’attenzione del lettore: la prima o l’ultima? 
  • La punteggiatura: la punteggiatura, se uno ci pensa, è magia. Essa, contemporaneamente, soddisfa diverse necessità: dà una gerarchia alle frasi, organizzandole concettualmente e graficamente; dice al lettore dove fermarsi a respirare; e infine dona ritmo alla lettura. Sbagliare la punteggiatura è come prendere un ottimo testo, farlo a pezzettini, infilare i pezzettini in una pignatta, scuoterla molto forte e poi estrarre i bigliettini e cercare di creare un buon romanzo utilizzando solo l’ordine cronologico di estrazione. Certo, magari le parole scelte sono meravigliose, ma sono quasi certa che non si capirebbe nulla comunque e il testo da ottimo diventerebbe terribile. Non farlo accadere alla tua storia.

Precisazione sulla suddivisione tra editing narrativo-strutturale e editing stilistico: io, in questa spiegazione, separo editing narrativo-strutturale dall’editing stilistico per darti un’idea di quanti aspetti possono essere presi in considerazione durante un editing e anche perché sarebbe inutile correggere, ad esempio, la virgola di una frase se poi il capitolo in cui la frase è contenuta, per ragioni narrativo-strutturali, andrebbe eliminato o pesantemente modificato. Sarebbe come lucidare il cofano dell’auto mentre dal motore fuoriesce un fumo nero densissimo: prima occupiamoci del guasto del motore, poi lucidiamo la macchina. Per questo l’ordine ideale durante un editing sarebbe: prima occuparsi dell’editing narrativo-strutturale, poi dell’editing stilistico. Tuttavia – e qui c’è la precisazione da vecchia zia puntigliosa – non è quasi mai possibile dividere completamente lo stile dalla trama perché il modo in cui scrivi una storia è anche il modo in cui quella storia viene presentata e, di conseguenza, il modo in cui quella storia è nella sua essenza. Ciò è vero anche al contrario: la trama e la sua struttura hanno delle conseguenze dirette sullo stile da adottare. Quindi? Quindi nel primo giro di editing si affrontano i macro-problemi del testo, narrativo-strutturali e stilistici che siano, nei giri seguenti si lavora sempre più di fino andando a vedere sempre più nel particolare cosa funziona e cosa no nella scrittura.

“Va bene, editing narrativo-strutturale e editing stilistico. Lavorato su quello, ho finito?”

Se vuoi possiamo fermarci lì; altrimenti dopo l’editing si può proseguire con la correzione di bozze.

La correzione di bozze è la limatura della scrittura: il correttore, contrariamente a quanto si pensa, non legge il testo, ma guarda le parole e i segni di interpunzione. 

Li osserva, dividendoli con freddezza dal resto del testo, perché se leggesse – trascinato dall’immaginazione e dal cervello che tende a completare le parole prima che gli occhi ci arrivino sopra – il suo sguardo scivolerebbe sopra gli errori; e lui non se lo può permettere.

Durante la correzione di bozze si controllano e si correggono tutti quei micro-errori grammaticali o di distrazione o di ortografia che sono sfuggiti all’autore: una lettera digitata male, un doppio spazio, quattro puntini di sospensione anziché tre, un plurale dove andrebbe il singolare, un accento grave al posto di quello acuto, una desinenza maschile dove andrebbe quella femminile, una virgoletta di dialogo aperta a cui manca la gemella di chiusura, un apostrofo girato al contrario, una virgola in corsivo dove dovrebbe essere tonda, lo spazio prima del punto di domanda, la lineetta che diventa trattino, la maiuscola quando non serve, ecc.

Per essere correttori bisogna essere un po’ maniaci. Io lo sono.

Perché dico che “se si vuole” si può fare la correzione di bozze? Be’ perché la necessità di una correzione di bozze dipende da due cose:

I. Dipende da quanto è sporco il testo: la parola sporco in questo caso è gergo da editor, significa che dipende da quanti errori grammaticali-ortografici incappa un editor/redattore nel leggerti. Te lo dico già, qualche refuso ci sarà sempre. Sempre. Anche nei libri pubblicati e passati sotto l’occhio vigile di tre correttori scrupolosi ci sono, di solito, un paio di refusi in trecento pagine. Anche il tuo manoscritto avrà dei refusi, ma se il testo è piuttosto pulito – cioè ne contiene un numero limitato e che non va a inficiare lo scorrere della lettura – io non consiglio di pagare una correzione di bozze. Perché? Perché nessun editore rifiuterà un manoscritto che gli interessa per pochi refusi. Inoltre, tutte le case editrici fanno almeno un giro di correzione di bozze prima di pubblicare un libro, quindi non è detto che sia così utile pagare un correttore esterno per un lavoro che farà internamente la casa editrice gratis.

Discorso diverso sarebbe se il tuo testo fosse invece zeppo di refusi e errori grammaticali, ad esempio venti errori in ogni pagina, in quel caso meglio passare per un correttore esterno che far trovare un qual’è nella prima riga del tuo manoscritto.

II. Dipende se vuoi pubblicare con una casa editrice o autopubblicarti. Il perché credo si desuma da quanto scritto nel punto uno. Se pubblichi con un editore, almeno un redattore si immolerà all’altare della correzione di bozze puntigliosa; se autopubblichi – e quindi non passi per la redazione e per la correzione di bozze interna – il tuo testo arriverà al lettore così come l’hai scritto, refusi e piccoli errori compresi. In quel caso, il mio consiglio è di affidarti a un correttore che corregga tutto il correggibile prima di arrivare in mano al lettore (e alla sua recensione da una stellina su Amazon).

Cos’è l’editing plus

Stabilito ora cos’è l’editing sul testo, e che questo è compreso nell’editing plus, cos’altro c’è?

L’editing plus è lo stesso servizio dell’editing (appena spiegato nel capitoletto sopra) con in più due possibilità:

a) possibilità di pagare un giro di editing per volta, anziché di comprare il “pacchetto” di un numero X di giri di editing.
In modo tale che l’autore:

I. possa scegliere se proseguire il lavoro con me dopo aver visto come, nella pratica, lavoro; senza pagare nulla di più e senza anticipare il prezzo dei giri seguenti. In questo modo può in qualsiasi momento fermarsi, se lo desidera, senza perdere soldi; o decidere di continuare, consapevole di cosa lo aspetterà nei giri seguenti;

II. possa sempre decidere quando procedere con il secondo (o il terzo o il quarto) giro di editing, senza alcuna fretta. Oltretutto, l’autore che compra il primo giro di editing (o il secondo o il terzo), non è obbligato a comprare quello successivo. Insomma: massima libertà di scegliere se il lavoro con me ti piace, funziona, lo trovi efficace, lo trovi in linea con quello che volevi. Massima libertà di scegliere se vuoi fare quattro giri di editing in tre mesi o in cinque o in otto o in due anni. Sei tu a scegliere quanti giri fare e a che velocità. Ovviamente, io resto a disposizione per un consiglio con occhio competente (puoi chiedermi: il testo ha bisogno di ulteriori correzioni o no? Che tipo di correzioni?), ma la scelta finale è tua. Non mi devi giustificazioni né spiegazioni se deciderai di fermarti, non ti sentirai vincolato da pagamenti anticipati o da pacchetti da comprare obbligatoriamente. Nessun impegno, nessuna condizione scritta in piccolo.

b) Per ogni giro di editing è compresa una call (o videochiamata che dir si voglia) con me del tempo di un’ora – e anche qualcosa di più, se necessario – dove ti spiegherò i pregi e i difetti del tuo romanzo e sarò disponibile a rispondere a ogni tua domanda o perplessità.
Il servizio prevede una call per parlarci come se fossimo di persona senza avere il problema di spostarci da una parte all’altra dell’Italia, ma per chi non ama le videochiamate per qualsiasi motivo, sarà possibile sentirci tramite una normale telefonata. Sceglierai tu cosa preferisci.

A tutto questo si aggiunge il normale servizio di editing, questo significa che: leggerò il tuo romanzo, lo analizzerò e studierò, e ti accompagnerò passo passo nella revisione – partendo dai macro-problemi di trama e di stile per arrivare ai micro-problemi di correzione di bozze – tutto attraverso i commenti con i miei consigli e correzioni a lato del testo. Una volta letti i miei commenti (e dopo averne parlato in call), se sarai d’accordo con i consigli, potrai modificare e revisionare il testo seguendo i tuoi tempi.

Ho capito come funziona l’editing, ma cosa mi devo aspettare dall’editor?

Per tutto l’editing, sia nel caso dell’editing narrativo-strutturale che nel caso dell’editing stilistico, l’editor non interviene mai direttamente sul testo quindi non cancella lui i capitoli né si mette a scriverne di suo pugno di nuovi. L’editor scrive la sua proposta e poi sarà l’autore, se è d’accordo, a modificare il testo. Questo perché il nome sul libro, un domani, sarà il tuo e il romanzo deve rispecchiare al 100% la tua voce e la tua idea.

L’editing comprende – nel mio caso, se l’autore si trova bene con me e decide di proseguire – più giri di bozze, questo significa che ogni volta io studio il testo e inserisco i miei commenti sul testo, parlo all’autore durante la call delle debolezze e dei punti di forza del manoscritto, gli invio il testo (fine del primo giro di editing); dopodiché l’autore modifica il manoscritto, lo rimanda a me, che lo controllo a mia volta, appunto nuovi suggerimenti, gliene parlo durante la call, e rinvio il testo all’autore (fine del secondo giro di editing), e avanti così per quanti giri di editing è necessario o finché l’autore decide di voler proseguire.

Ci tengo a sottolineare che l’editing – soprattutto in riferimento alla parte narrativo-strutturale – è un lavoro impegnativo, che può richiedere in alcuni casi una modifica approfondita del testo. Consiglio all’autore di iniziare un servizio di editing solo se è pronto a lavorare sul suo testo, anche con una possibile proposta di riscrittura o di aggiunta di certe scene. Fermo restando che, come dico sempre, sarà l’autore a decidere se accettare o meno le proposte di modifica (e, volendo, potrà non accettare alcun cambiamento strutturale se non lo ritiene adatto alla sua sensibilità autoriale); è bene comunque avere presente che – se lo scrittore dovesse ritenere, invece, che le debolezze indicate e le modifiche suggerite da me siano sensate – potrebbe dover rimettere mano alla storia o ad alcuni capitoli. In questo caso, la modifica del testo sarà prerogativa dello scrittore (in quanto, appunto, autore del testo con il proprio stile), dietro costanti e precisi suggerimenti miei. L’editor non è un ghostwriter: se è suo dovere dare consigli motivati, chiari e circostanziati, suggerire soluzioni, portare esempi e correggere con attenzione la revisione; la scrittura, anche nella sua declinazione di riscrittura, rimane una competenza dello scrittore.

Snaturerai il mio testo? Temo che non sentirò più mio il mio romanzo, dopo il tuo intervento

Non mi sostituisco a te, scrivendo al posto tuo (non è questo il mio lavoro) né ho intenzione di alterare la tua voce. Prima di iniziare qualsiasi intervento di editing, ti chiederò di parlarmi del manoscritto e di quali sono i tuoi progetti e le tue aspettative per il libro.

Non sono un’editor, sono la tua editor: lavoro per aiutarti a raccontare la tua visione del mondo con la tua voce. Le tue priorità sono le mie.

Ogni commento di editing sarà un suggerimento, inserito a lato del testo e sempre segnalato: sarai tu a decidere se approvarlo o meno, in pieno rispetto con la tua sensibilità di autore. Non verrà aggiunta nemmeno una virgola senza che sia tu a farlo.

Allo stesso tempo sono però professionale, chiara e sincera: se trovo che qualcosa non funzioni in un aspetto del tuo manoscritto devo fartelo notare, con trasparenza e decisione. Ti accompagnerò, se vorrai, nel trovare una soluzione alternativa; ed è importante che tu sia pronto a lavorare in modo costante e responsabile sulla tua scrittura.

Il genio innato e “buono alla prima” non esiste, per scrivere occorre impegno, lavoro e sacrificio.

Accetti qualsiasi manoscritto ti venga proposto?

No, prima di accettare ogni lavoro chiedo che mi venga inviato il testo per poterne prendere visione. Se reputo il testo troppo acerbo, impossibile da rendere sufficiente anche con un lavoro di editing, e a maggior ragione se credo che lo scrittore abbia bisogno di studiare ed esercitarsi ancora molto prima di poter procedere con una revisione, lo dico gentilmente ma chiaramente e non accetto il lavoro.

Lo stesso avviene nel caso un manoscritto sia così ben scritto e strutturato da non richiedere un intervento di editing. In questa circostanza potrei suggerire un servizio di correzione di bozze se dovessi riscontrare ripetuti errori ortografici e refusi nel testo; a volte consiglio solo un’attenta rilettura da parte dello scrittore senza bisogno di rivolgersi al lavoro di un professionista.

Non chiedo di spendere soldi inutilmente. Mi riservo inoltre di poter rifiutare un lavoro se per qualche motivo ritengo di non essere la persona giusta a lavorarci o se non ho, in quel periodo, tempo per impegnarmi con nuovi autori.

Se ti mandassi un’e-mail per chiedere informazioni devo pagarti o accettare il tuo preventivo?

Ovviamente no, scrivimi senza imbarazzi e senza impegno se hai domande o vuoi un preventivo personalizzato. Se non ti andasse bene la mia proposta, me lo dici e amici come prima.

Quanto costa

La cartella editoriale è l’unità di misura in campo editoriale e corrisponde a 1.800 caratteri, spazi inclusi.

Dunque: 1 cartella = 1.800 caratteri, spazi inclusi.

Il prezzo di un giro di editing plus per ora è:

  • 200,00 euro per tutti i testi fino alle 100 cartelle editoriali;
  • 2,00 euro a cartella editoriale per i testi sopra le 100 cartelle editoriali.

Alcuni esempi:

  • Il manoscritto è lungo fino a 100 cartelle (ovvero da 1 a 180.000 caratteri): 1 giro di editing plus costa 200,00 euro.
  • il manoscritto è lungo 150 cartelle (ovvero 270.000 caratteri): 1 giro di editing plus costa 300,00 euro.
  • il manoscritto è lungo 200 cartelle (ovvero 360.000 caratteri): 1 giro di editing plus costa 400,00 euro.
  • Il manoscritto è lungo 250 cartelle (ovvero 450.000 caratteri): 1 giro di editing plus costa 500,00 euro.
  • il manoscritto è lungo 300 cartelle (ovvero 540.000 caratteri): 1 giro di editing plus costa 600,00 euro.

… e così via.

NOTA BENE: preciso che si tratta del prezzo di un singolo giro di editing plus. Questo significa che se e quando l’autore vorrà fare il secondo giro di editing plus, prenoterà e pagherà una nuova rata dello stesso importo. Lo stesso per un eventuale terzo giro di editing plus, e a seguire.

Nel prezzo è compreso:

– L’editing sul testo.

– La call o telefonata di un’ora (ma non starò a guardare l’orologio, se ci sarà bisogno di mezz’ora in più per terminare il discorso, ce la prenderemo).

– La disponibilità a rispondere per e-mail agli eventuali dubbi che sorgono mentre si sta revisionando.

Ricorda che, al momento della fattura, al prezzo del servizio verrà aggiunta la cifra di 2,00 euro per il pagamento della marca da bollo da apporre sulla fattura. (Nell’esempio del manoscritto lungo 100 cartelle pagheresti dunque 202,00 euro = 200,00 euro del servizio di editing plus + 2,00 euro per la marca da bollo).

Contatti

Se ti è piaciuto quello che hai letto qui, se vuoi dirmi qualcosa, se vuoi chiedermi informazioni sui servizi o semplicemente vuoi farmi una domanda, puoi scrivermi a ambrarondinellieditor@gmail.com