Editing stilistico

COS’È L’EDITING STILISTICO?

Non è facile definire in poche parole cosa sia lo stile, ma per fortuna posso farmi aiutare da qualcuno che di stile ne sa e ne ha molto. Richard Yates, nel suo racconto “Costruttori”, spiega magistralmente il concetto.

«Bene. Prendiamo ora un punto di vista diverso. Pochi minuti fa parlavo di “costruire”. Bene, guardi. Capisce in che senso scrivere un racconto è un po’ come costruire? Come costruire una casa?» Ed era così compiaciuto dell’immagine che lui stesso aveva creato che non aspettò neppure il compìto cenno di congratulazione che gli feci col capo per premiarlo. «Una casa, cioè, bisogna che abbia il tetto. Ma ci troveremmo nei pasticci se cominciassimo a costruirla dal tetto, no? Prima del tetto si devono costruire le mura, no? E prima delle mura si devono gettare le fondamenta, no? E così via. Prima delle fondamenta si deve scavare nel terreno una bella fossa, vero? Ho ragione?»

Non avrei potuto asserire con più entusiasmo, ma lui non si accorgeva neppure della mia espressione estasiata, servilmente adulatrice. Si sfregò il profilo del naso con una grossa nocca, quindi si rivolse verso di me con aria di nuovo trionfante.

«Dunque, supponiamo che lei costruisca una casa in questo modo. E allora? Qual è la prima domanda che deve porsi a opera compiuta?»

Ma era chiaro che a lui importava ben poco che io sapessi o non sapessi qual era la domanda. Lui sì che la sapeva, e non riuscì a trattenersi dal dirmela.

«Dove sono le finestre?», chiese allargando le mani. «Ecco la domanda. Da dove entra la luce? Perché capisce che cosa voglio dire quando parlo di luce, Bob, vero? Voglio dire… la filosofia della sua storia, la sua verità, la sua…»

«Illuminazione, per così dire» suggerii io, e Bernie abbandonò la ricerca del terzo termine schioccando felice le dita.

«Ecco, Bob, proprio così, hai capito».

[Undici solitudini, Richard Yates, minimum fax, traduzione di Maria Lucioni]

Lo stile è la luce che illumina la stanza. Sì, una storia può avere una buona idea di base (le fondamenta), può essere stata sviluppata in modo efficace (le mura), può anche avere un finale soddisfacente (il tetto), ma da dove entra la luce? Qual è il “taglio” che l’autore gli dà? Qual è la verità che ci vuole comunicare, qual è il suo sguardo, cosa andrà a illuminare dei tanti elementi possibili di una storia? Questo è lo stile.

Lo stile è, per sua natura, personale e caratteristico dell’autore. Il compito dell’editor è quello di aiutare lo scrittore a tirare fuori questo sguardo sul mondo e sulle parole, questa luce, per esprimerli al meglio. Per farlo io mi concentro principalmente su tre aspetti: la selezione dei vocaboli, la posizione delle parole all’interno della frase (e delle frasi all’interno del periodo) e l’uso della punteggiatura.

Infatti, ciò che lo scrittore ha l’obbligo di fare e su cui l’editor deve vigilare con attenzione – e, ogni tanto, suggerire esempi e soluzioni – è:

  • Selezione dei vocaboli: qual è la parola più adatta al concetto che voglio esprimere? Tra due sinonimi, quale ha la sfumatura di significato che voglio? E quale rispecchia meglio l’atmosfera che voglio creare? Quale si adatta al ritmo del periodo (Marco è una persona dotata di… “tatto”, una parola breve e dura con tutte quelle t? O “sensibilità”, lunga e morbida, con la presenza numerosa delle i che rendono il suono dolce e la a finale aperta?). La precisione nella scrittura è tutto. Per questo, nella faccenda della selezione dei vocaboli, rientra anche il lunghissimo capitolo delle ripetizioni: ripetizioni di parole, ripetizioni di concetti, ripetizioni di suoni, ripetizioni di ripetizioni. Le ripetizioni in un testo denotano sciatteria, banalità, poca fantasia; noi le troveremo e le uccideremo una a una.
  • La posizione delle parole nella frase: inizio la frase dal soggetto, dal verbo o dal complemento? L’avverbio lo inserisco prima o dopo il verbo? Scrivo prima l’aggettivo qualitativo o quello quantitativo; ma poi, è necessario l’aggettivo quantitativo? Su quale parola di una frase si concentra di più l’attenzione del lettore: la prima o l’ultima? 
  • La punteggiatura: la punteggiatura, se uno ci pensa, è magia. Essa, contemporaneamente, soddisfa diverse necessità: dà una gerarchia alle frasi, organizzandole concettualmente e graficamente; dice al lettore dove fermarsi a respirare; e, infine, dona ritmo alla lettura. Sbagliare la punteggiatura è come prendere un ottimo testo, farlo a pezzettini, infilare i pezzettini in una pignatta, scuoterla molto forte e poi estrarre i bigliettini e cercare di creare un buon romanzo utilizzando solo l’ordine cronologico di estrazione. Certo, magari le parole scelte sono meravigliose, ma sono quasi certa che non si capirebbe nulla comunque e il testo da ottimo diventerebbe terribile. Non farlo accadere alla tua storia.

L’editing stilistico, dopo essersi occupata di stile e sintassi, prosegue con la correzione di bozze.

La correzione di bozze è la limatura della scrittura: il correttore, contrariamente a quanto si pensa, non legge il testo, ma guarda le parole e i segni di interpunzione. 

Li osserva, dividendoli con freddezza dal resto del testo, perché se leggesse – trascinato dall’immaginazione e dal cervello che tende a completare le parole prima che gli occhi ci arrivino sopra – il suo sguardo scivolerebbe sopra gli errori; e lui non se lo può permettere.

Durante la correzione di bozze si controllano e si correggono tutti quei micro-errori grammaticali o di distrazione o di ortografia che sono sfuggiti all’autore: una lettera digitata male, un doppio spazio, quattro puntini di sospensione anziché tre, un plurale dove andrebbe il singolare, un accento grave al posto di quello acuto, una desinenza maschile dove andrebbe quella femminile, una virgoletta di dialogo aperta a cui manca la gemella di chiusura, un apostrofo girato al contrario, una virgola in corsivo dove dovrebbe essere tonda, lo spazio prima del punto di domanda, la lineetta che diventa trattino, la maiuscola quando non serve, ecc.

Per essere correttori bisogna essere un po’ maniaci. Io lo sono.

Riassumendo, dunque, quali aspetti del testo si vanno a valutare e migliorare durante l’editing stilistico? Lo stile, la sintassi, la morfologia, la grammatica e l’ortografia.

VA BENE, MA QUESTI CONSIGLI DI REVISIONE COME ME LI DAI?

L’editing stilistico sarà sempre presentato come commenti a lato del testo. Ti spiegherò qual è l’errore, perché è un errore e ti suggerirò come risolverlo, lasciando però a te la scelta se seguire il mio suggerimento o mantenere la frase come l’hai scritta.

COSA NON COMPRENDE L’EDITING STILISTICO?

Non comprende una revisione narrativa e strutturale del testo, se non limitatamente a ciò che è utile modificare perché incide sullo stile dello stesso. Non è mai completamente possibile dividere il contenuto dalla forma in un romanzo, ma il focus in questo caso sarà sulla forma.

In generale, quindi, NON ci occuperemo di: trama, curva della tensione, sviluppo dei personaggi, caratterizzazione dei personaggi, ambientazione, selezione delle scene, coerenza e progressione delle azioni, creazione e scelta degli eventi che devono comparire nel testo (questo si fa nell’editing narrativo-strutturale). La storia è la tua e io non interverrò su di essa.

PER CHI È INDICATO QUESTO TIPO DI EDITING?

L’editing stilistico è indicato per l’autore che desidera essere accompagnato nella revisione (ed eventualmente riscrittura) per quel che concerne lo stile, la sintassi, la grammatica e l’ortografia.

È consigliato per l’autore che ritiene di avere una storia pronta dal punto di vista della trama e della narrazione, ma sa che potrebbe aver compiuto molti errori grammaticali e ortografici nel testo e/o che si accorge di scrivere frasi involute e contorte o, al contrario, elementari e vaghe.

QUANTO COSTA?

La cartella editoriale è l’unità di misura in campo editoriale e corrisponde a 1.800 caratteri, spazi inclusi.

[I caratteri sono i segni grafici del testo e comprendono: lettere, numeri, segni di interpunzione e spazi].

Dunque: 1 cartella = 1.800 caratteri, spazi inclusi.

Il prezzo dell’editing stilistico è 4,00 euro a cartella editoriale.

Alcuni esempi:

  • Il manoscritto è lungo 100 cartelle (ovvero 180.000 caratteri): l’editing costa 400,00 euro.
  • il manoscritto è lungo 150 cartelle (ovvero 270.000 caratteri): l’editing costa 600,00 euro.
  • il manoscritto è lungo 200 cartelle (ovvero 360.000 caratteri): l’editing costa 800,00 euro.
  • Il manoscritto è lungo 250 cartelle (ovvero 450.000 caratteri): l’editing costa 1.000,00 euro.
  • il manoscritto è lungo 300 cartelle (ovvero 540.000 caratteri), l’editing costa 1.200,00 euro.

… e così di seguito.

Il pagamento del servizio può essere diviso in rate.

Inoltre applico uno sconto se il testo è lungo dalle 350 cartelle in su o se si tratta di una saga: scrivimi un’e-mail e ti preparerò un preventivo personalizzato senza alcun impegno.

Ricorda che, al momento della fattura, al prezzo del servizio verrà aggiunta la cifra di 2,00 euro per il pagamento della marca da bollo da apporre sulla fattura, obbligatoria per i pagamenti sopra i 77,47 euro.

(Nell’esempio del manoscritto lungo 100 cartelle pagheresti dunque 402,00 euro = 400,00 euro del servizio di editing + 2,00 euro per la marca da bollo).

QUANTI GIRI DI BOZZE COMPRENDE UN EDITING STILISTICO?

Il servizio comprende 2 revisioni, chiamate anche “giri di bozze” (un giro di bozze significa: io preparo l’editing, ti invio il testo con i miei commenti, tu lo modifichi seguendo le indicazioni e me lo rimandi). 

A questi due giri di bozze di editing attivo e in divenire, si aggiungerà un terzo giro di sola lettura per valutare se il testo è riuscito a raggiungere la sua versione definitiva, tenendo ovviamente conto del lavoro e delle comunicazioni precedenti (detto in maniera semplice: se l’autore ha scelto consapevolmente di non seguire alcuni consigli o di non seguirli del tutto, il romanzo potrà non essere alla sua forma migliore per me, ma sarà comunque considerato concluso il lavoro in quanto nella forma migliore per l’autore).

Non c’è un limite temporale, potrai lavorare al testo secondo i tuoi tempi e le tue possibilità.

Nel caso l’autore volesse proseguire oltre i due giri di bozze, per ogni revisione aggiuntiva verrà concordata un’ulteriore rata in base al numero di cartelle.

SNATURERAI IL MIO TESTO? TEMO CHE NON SENTIRÒ PIÙ MIO IL ROMANZO DOPO IL TUO INTERVENTO

Non mi sostituisco a te, scrivendo al posto tuo (non è questo il mio lavoro) né ho intenzione di alterare la tua voce. Prima di iniziare qualsiasi intervento di editing, ti chiederò di parlarmi del libro e di quali sono i tuoi progetti e le tue aspettative per il manoscritto.

Non sono un’editor, sono la tua editor: lavoro per aiutarti a raccontare la tua visione del mondo con la tua voce. Le tue priorità sono le mie.

Ogni commento di editing sarà un suggerimento, inserito a lato del testo e sempre segnalato: sarai tu a decidere se approvarlo o meno, in pieno rispetto con la tua sensibilità di autore. Non verrà aggiunta nemmeno una virgola senza che sia tu a farlo.

Allo stesso tempo sono però professionale, chiara e sincera: se trovo che qualcosa non funzioni in un aspetto del tuo manoscritto devo fartelo notare, con trasparenza e decisione. Ti accompagnerò, se vorrai, nel trovare una soluzione alternativa; ed è importante che tu sia pronto a lavorare in modo costante e responsabile sulla tua scrittura.

Il genio innato e “buono alla prima” non esiste, per scrivere occorre impegno, lavoro e sacrificio.

ACCETTI QUALSIASI MANOSCRITTO TI VENGA PROPOSTO?

No, prima di accettare ogni lavoro chiedo che mi venga inviato il testo per poterne prendere visione. Se reputo il testo troppo acerbo e richiedente una riscrittura piuttosto che un lavoro di editing, e a maggior ragione se credo che lo scrittore abbia bisogno di studiare ed esercitarsi ancora molto prima di intervenire anche con una riscrittura, lo dico gentilmente ma chiaramente e non accetto il lavoro.

Lo stesso avviene nel caso un manoscritto sia così ben scritto e strutturato da non richiedere un intervento di editing. In questa circostanza potrei suggerire un servizio di correzione di bozze se dovessi riscontrare ripetuti errori ortografici e refusi nel testo; a volte consiglio solo un’attenta rilettura da parte dello scrittore senza bisogno di rivolgersi al lavoro di un professionista.

Non chiedo di spendere soldi inutilmente.

Se ritengo che l’autore dovrebbe pensare di procedere con un editing completo (e non solo stilistico), lo faccio presente all’autore, ma sarà quest’ultimo ad avere l’ultima parola sul tipo di servizio che vuole.

Mi riservo inoltre di poter rifiutare un lavoro se per qualche motivo ritengo di non essere la persona giusta a lavorarci o se non ho, in quel periodo, tempo per impegnarmi con nuovi autori.

MA SE IO VOLESSI UN EDITING SIA STILISTICO CHE NARRATIVO O SOLO NARRATIVO?

Nessun problema.

Qui trovi la pagina che riguarda l’editing completo, che comprende sia editing narrativo-strutturale che stilistico.

Qui trovi invece la pagina che riguarda l’editing solo narrativo-strutturale.

SE TI MANDASSI UN’E-MAIL PER CHIEDERE INFORMAZIONI DEVO POI PAGARTI O ACCETTARE IL TUO PREVENTIVO?

Ovviamente no, scrivimi senza imbarazzi e senza impegno se hai domande o vuoi un preventivo personalizzato. Se non ti andasse bene la mia proposta, me lo dici e amici come prima.

Per informazioni, domande o richieste, scrivimi un’e-mail a info@ambrarondinelli.com